La responsabilità concorsuale del professionista nell’esercizio dell’attività di consulenza fiscale

22 Maggio 2018

Sulla rivista Diritto Penale Contemporaneo è stato pubblicato un commento, a cura di Davide Attanasio, ad una recente sentenza della Corte di Cassazione (Cass., Sez. III, sent. 14 novembre 2017 (dep. 18 gennaio 2018) n. 1999, Pres. Rosi, Rel. Scarcella, imp. Addonizio). La Suprema Corte si è pronunciata sulla nuova circostanza ex art. 13-bis, terzo comma, d.lgs. n. 74/00, relativa alla responsabilità del consulente fiscale quale concorrente nel reato commesso dal contribuente.

Sul punto, la Corte ha enunciato il seguente principio di diritto: “in tema di reati tributari, ai fini della configurabilità dell’aggravante nel caso in cui il reato è commesso dal concorrente nell’esercizio dell’attività di consulenza fiscale svolta da un professionista o da un intermediario finanziario o bancario attraverso l’elaborazione o la commercializzazione di modelli di evasione fiscale (d.lgs. n. 74 del 2000, art. 13 bis, comma 3), è richiesta una particolare modalità della condotta, ovverosia la serialità che, se pur non prevista espressamente nell’articolo, è desumibile dalla locuzione …elaborazione o commercializzazione di modelli di evasione..., rappresentativa di una certa abitualità e ripetitività della condotta incriminata”.