Disponibile il nuovo libro “L’organismo di vigilanza nel sistema 231”, curato dal Dottor Ciro Santoriello, magistrato presso la Procura di Torino, e dal partner Enrico Di Fiorino.
Qui in anteprima la prefazione, redatta dai due curatori.
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L’idea di raccogliere in un unico volume i contributi di autorevoli professionisti – che hanno avuto la possibilità di approfondire la poliedrica disciplina della responsabilità da reato degli enti – muove dalla consapevolezza di un dato sorprendente, ossia la mancanza di una regolamentazione dell’Organismo di Vigilanza.
Un vuoto rumoroso, segno di un legislatore forse preoccupato dal rischio di ingessare gli enti in strutture preconfezionate e forse un po’ incerto nel dover delineare – senza alcuno spunto normativo cui attingere nel panorama comparatistico – i contorni strutturali della nuova funzione, per di più con la chiarezza e la puntualità che imporrebbe la materia.
Così è potuto accadere che di tale figura il legislatore abbia fornito solo delle generiche coordinate circa i compiti (di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del modello, nonché di cooperare con l’organo amministrativo al fine del suo aggiornamento) ed il perimetro dei poteri (di iniziativa e di controllo). Nulla di più.
Indubbiamente la previsione dell’OdV, quale architrave su cui si regge l’intero sistema preventivo della corresponsabilizzazione delle persone giuridiche, rappresenta una scelta coraggiosa – anche solo considerando come tale figura costituisca un caso pressoché isolato nel panorama internazionale – e per molti versi certamente vincente, dovendosi constatare – dopo venti anni di esperienza concreta – che questa funzione è stata capace di assurgere a vero e proprio perno soggettivo del sistema di contenimento del rischio penale.
Di colmare il vuoto normativo, indice – si è detto – dell’atteggiamento più o meno consapevolmente rinunciatario del legislatore, si sono fatte carico la dottrina, la giurisprudenza e la prassi, con meritoria e pregevole dedizione. Ciò non ha tuttavia impedito il formarsi di contrasti, più o meno profondi, su numerosissime questioni dogmatiche e applicative, che vale la pena qui citare, rappresentando queste la vera ragion d’essere del presente manuale ed il miglior modo per presentarne – fedelmente alla finalità di queste pagine – i contenuti: natura giuridica e collocazione gerarchica; nomina, durata e cause di revoca; composizione e requisiti soggettivi; ampiezza dei poteri e degli obblighi; rapporto con gli organi gestori e con gli altri presidi di controllo societario; statuto della responsabilità (anzi, delle responsabilità); strutturazione nei gruppi di società e compatibilità con le realtà di piccole dimensioni.
Se queste sono le premesse, non sorprende il proliferare – in modo pressoché alluvionale – di soluzioni ed equilibrismi di ogni natura, finalizzati a trovare la quadratura del cerchio.
Del peccato originale del d. lgs. 231/2001, e di tutti i mali che ne sono (in)evitabilmente derivati, questo manuale vuole essere una possibile cura, nella consapevolezza che spetta proprio ai giuristi e agli operatori – in una materia che non può prescindere dal diritto e che trova la sua essenza nell’applicazione pratica – di elaborare (di fatto) una disciplina intorno alla funzione, che ne sappia esaltare lo scopo.
L’opera – nei suoi vari contributi – mira dunque a ricostruire lo statuto giuridico dell’OdV, per poi verificarne sul campo – anzi, sui vari campi delle molteplici e sempre più variegate aree di rischio – l’effettiva attività. Idealmente il percorso passa dall’essere al dover essere dell’Organismo di Vigilanza, scandagliando dunque con doverosa pazienza l’esistente, per poi proiettarsi su possibili scenari de iure condendo, nel tentativo di disegnare un sistema certo e razionale di regole.
Ci auguriamo, dunque, che l’opera possa fornire un apporto esauriente a tutti coloro che, a vario titolo, sono parte attiva e protagonisti del sistema di prevenzione della criminalità degli affari. E se, a vent’anni dall’introduzione della disciplina, il legislatore ne volesse operare un deciso – ed auspicabile – restyling, in uno con una razionalizzazione normativa della materia dei controlli societari, ci piace pensare che trarrebbe utilità dalla lettura dei contributi, ognuno dei quali presenta una ricchezza pratica ed una densità di contenuti inversamente proporzionale alla sua lunghezza.
Un particolare ringraziamento al Professor Vincenzo Mongillo, che introduce il volume, a tutti gli autori, che ci hanno accompagnato in questo lungo percorso, e alla Dottoressa Caterina Peroni, per il paziente lavoro e il costante contributo.
Per ogni dettaglio e per scaricare l’indice del libro https://www.pacinieditore.it/prodotto/organismo-vigilanza-sistema-231/