Enrico Di Fiorino e Francesca Procopio hanno pubblicato su Diritto Bancario l’articolo dal titolo “Responsabilità amministrativa dell’ente e reati tributari: tra soluzioni interne e pressioni eurounitarie”.
Il contributo esamina i rapporti tra reati tributari e responsabilità degli enti collettivi, soffermandosi su alcune fattispecie di reato per il tramite delle quali la giurisprudenza ha tradizionalmente affermato la responsabilità dell’ente – soprattutto a fini cautelari reali e, dunque, di ablazione del profitto – per i reati fiscali.
In considerazione delle previsioni della cd. Direttiva PIF sul tema, gli autori analizzano poi l’impatto che il recepimento della Direttiva potrà avere sull’ordinamento interno.
Nella specie, nell’ottica di dare attuazione alle disposizioni di matrice euro-unitaria, entro il 6 luglio 2019 il legislatore nazionale dovrà attivarsi per introdurre le frodi IVA – e, ragionevolmente, gli altri illeciti penal-tributari – nel catalogo dei reati-presupposto che determinano la responsabilità da reato degli enti ai sensi del d.lgs. n. 231/2001.
Un intervento legislativo di questa natura, oltre a porre fine al lungo dibattito sull’opportunità di includere i reati tributari nel catalogo ex d.lgs. n. 231/2001, avrebbe certamente il pregio di porre un freno ai tentativi della giurisprudenza di veicolare la responsabilità dell’ente per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio per il tramite di altre fattispecie comprese nel novero dei reati-presupposto, secondo un meccanismo di affermazione della responsabilità che stride senz’altro con il principio di legalità.